sabato 21 ottobre 2017

Il pranzo della domenica e l'ultimo pezzo di torta


Devi amare quello che fai. 
Ogni dolce ha la sua storia: 
la persona per cui lo prepari, 
i sentimenti che provi mentre lo prepari... 
ogni cosa entra nelle mani e mentre impasti pensi con le mani,
 ami con le mani e crei con le mani.” 
(Alessandro D'Avenia)

Quando arrivano quelle giornate in cui ti alzi piena di energia, vuol dire che hai voglia di circondarti solo di cose belle e di pensieri positivi. E se è domenica, è mattina e c'è anche il sole oltre alla famiglia riunita, un pranzo autunnale sembra proprio che ti chiami in cucina.
E così è presto fatto anche il menù: il primo risotto alla zucca, col Vialone nano per una mantecatura perfetta,  un arrosto di maiale, con le mele del nuovo raccolto e giusto una decina di castagne, pure esse le prime dell'anno e poi, un pò d'uva perchè in questo periodo l'uva è buona e dolce Ecco, appunto, manca il dolce ... e se  l'uva la mettessi in un dolce, così, improvvisato? 
Basta poco, mentre le pentole borbottano ancora, la torta è già nel forno.
Poi... ecco, è buona è bellina.  Mi viene in mente che non passare la ricetta sul blog è un vero peccato, ma della torta rimane un solo, solitario pezzetto e quindi.... 
Aspetto di rifarla di nuovo oppure fotografo l'unica fetta superstite? Buona la seconda!

Torta con uva e noci 
Ingredienti
4 uova
180 g di zucchero di canna
80 g di burro
1 pizzico di sale
80 g di farina integrale
100 g di farina 00
mezza bustina di lievito per dolci
250 g di uva bianca
10 noci 
zucchero di canna per decorare

Come si fa
Rompete le uova dividendole in due ciotole, montate gli albumi a neve con il pizzico di sale, montate i tuorli con lo zucchero fino a renderli gonfi e spumosi, aggiungete il burro fuso intiepidito. Mescolate le due farine insieme al lievito ed incorporatela all'impasto. Aggiungete gli albumi montati a neve poco alla volta, cercando di non smontarli.
Lavate, asciugate e dividete i chicchi l'uva a metà eliminando i semi. Sgusciate e tritate grossolanamente le noci.  Aggiungete l'uva  e le noci all'impasto della torta mescolando con delicatezza.
Preriscaldate il forno, foderate con carta forno una tortiera a cerniera di 22 cm di diametro, versate l'impasto, cospargete la superficie di zucchero di canna e cuocete per circa 45 minuti a 160°  (o alla temperatura consigliata dal vostro forno).






mercoledì 11 ottobre 2017

Di foglie, zucche, vellutate, gatti e un altro pò...



Se tu venissi in autunno,
Io scaccerei l'estate,
Un po' con un sorriso ed un po' con dispetto,
Come scaccia una mosca la massaia.

Se fra un anno potessi rivederti,
Farei dei mesi altrettanti gomitoli,
Da riporre in cassetti separati,
Per timore che i numeri si fondano.

Fosse l'attesa soltanto di secoli,
Li conterei sulla mano,
Sottraendo fin quando le dita mi cadessero
Nella Terra di Van Diemen.

Fossi certa che dopo questa vita
La tua e la mia venissero,
Io questa getterei come una buccia
E prenderei l'eternità.

Ora ignoro l'ampiezza
Del tempo che intercorre a separarci,
E mi tortura come un'ape fantasma
Che non vuole mostrare il pungiglione.

(Emily Dichinson) 



C'è sempre una zucca a casa mia da ottobre in poi.
Ci sono creme e  vellutate sulla nostra tavola come "entrée" nelle sere umide d'autunno.
Ci sono sempre foglie cadute sul prato. 
Ci sono i colori che tornano durante le ottobrate assolate.
C'è sempre il mio gatto in agguato quando cerco il sole, in giardino.
E c'è sempre un gatto che fotografo durante le mie passeggiate. 
Ho trovato anche una zucca, apparentemente abbandonata, su una terrazza vista mare.
Ci saranno novità questo autunno per me. Le sto aspettando.
Nel frattempo torno a respirare, proprio con questo autunno, che mi sta riportando lentamente a quella "normalità" che mi è mancata e  che ho tanto desiderato tornasse...


La ricetta è piuttosto semplice, ma confortevole, almeno per me lo è.

Ingredienti
1 Kg di zucca
2 piccole patate
1 cipolla bionda
1 cm di zenzero
Tartufo nero a fettine
Sale, Pepe
Olio evo
Semi di sesamo

Come si fa 
Pulite la zucca, pelate le patate e tagliate a cubetti.
In una pentola capiente, aggiungete la cipolla e lo zenzero affettati, l'olio, la zucca, le patate e fate rosolare un pò.
Ricoprite con acqua calda e fate cuocere fino a quando la zucca diventa tenera. 
Frullate il tutto , aggiustate di sale e pepe e servite ben calda guarnendo con le fettine di tartufo ed i semi di sesamo.
Note: Uso di solito tartufi all'olio che trovo in piccoli vasetti sia interi che a fette. 










venerdì 6 ottobre 2017

Per la tua Laurea...




“Quando si arriva alla meta,

è importante prestare attenzione al cammino.”

(P. Coelho)

E' stato uno dei giorni più emozionanti della mia vita.
Di quel giorno caldo ed afoso di luglio porto per sempre nel cuore ogni attimo. 
Dal risveglio in una apparentemente calma Bologna di un giorno feriale, per molti normale ed uguale a tanti altri. 
Da quei cornetti presi al volo al baretto sotto casa sottolineato dal solito -Dai è tardi, dobbiamo andare- che  nelle occasioni importanti, chissà perchè, a papà,  a noi  non manca mai.
E poi l'aula magna, i professori, le loro toghe,  la nostra famiglia ed i tuoi amici presenti per festeggiare insieme a noi. Tu  che ti alzi, la proclamazione, gli occhi che brillano, la gioia toccabile, visibile, incontenibile. Le lacrime di gioia del nonno...Le mie.
La tua laurea, il tuo primo traguardo, la tua  prima meta importante. Il  tuo primo successo.
Un successo tutto tuo, sudato, meritato. Lontano da casa, lassù, a Bologna.
E poi l'appuntamento al parco, quel parco dove hai passato tante ore della pausa pranzo, mangiando un panino al volo prima di riprendere le lezioni e lo studio.
Quel parco dove anche noi ti abbiamo raggiunto tante volte  salendo lassù, solo per il piacere di passare un pò di tempo  insieme. 
E che bello che è quel parco vestito a festa. Quanta emozione per me, vederli arrivare, i tuoi amici, urlando di gioia, voi con le vostre corone di alloro, dopo tanta fatica, voi ed i vostri abbracci. Voi ed i vostri giovani anni, le vostre belle speranze, le vostre attese pensando al futuro...
Bello, bellissimo tutto, anche la festa in giardino che insieme abbiamo preparato, scendendo giù, a casa nostra.
Per l'occasione ti  ho scritto una lettera. L'ho rivista ben riposta nel cassetto delle tue cose.
Una lettera che inizia con la frase di apertura :"Quando si arriva alla meta, è importante prestare attenzione al cammino."
Perchè a me piace scrivere e tu lo sai. 
E ci tenevo tanto a dedicarti questo post, anche se lo faccio in ritardo e nel frattempo hai ricominciato a studiare per tracciare un altro, nuovo cammino, un altro traguardo da raggiungere...

Ad Maiora, Francesco... "Unlimited future for you" ...

Mamma









mercoledì 27 settembre 2017

Rotolando verso sud... Polignano A Mare


Si dice che l'odore della pioggia  sia diverso di luogo in luogo, ed è dall'odore della pioggia che si riconosce "casa", il luogo che ci ha visto nascere, crescere, vivere.
Piove quando arriviamo a Polignano, di quella pioggia sottile che sfuma lentamente, diventanto silenziosa e quasi impercettibile,  prima della schiarita.
Lungo la strada, prima di arrivare, il temporale ha tuonato forte, e chilometro dopo chilometro, ci ha regalato arcolabeni bellissimi ed accoglienti.
La pioggia profuma di caldo che evapora e di gelsomini bagnati, a Polignano.
L'annuso felice mentre mi affaccio sulla stradina deserta, dal balconcino della nostra casetta affittata per l'occasione.
Felice perchè sognavo questo viaggio e questa meta da tempo. 
Come ogni meta che nella mia mente prende forma molto tempo prima di partire, tra i racconti di chi quei luoghi li conosce, quello che leggo e le immagini che cerco.
Che poi assumono colori, contorni e spazi tutti miei e spesso molto diversi da come me li ero immaginati.
Polignano è sicuramente un piccolo gioiello sospeso di sassi e  bianche mura a picco sul mare, di quel mare che tanto amo, il mare del sud. 
Mi sento bene e bene sto con i miei compagni di viaggio che questa terra la conoscono meglio di me.
Siamo partiti in cinque, io e mio marito, mia sorella col mio  piccolo nipotino e suo marito che ci ha fatto vedere i luoghi a lui cari con generosità.
Noi, insieme... Rotolando verso sud... Che meraviglia! 






























E dopo Polignano, una sosta a Trani con la sua cattedrale sul mare è d'obbligo, mentre a Giovinazzo ci ha condotti la voglia di mangiar qualcosa per strada,  prima di arrivare, e la voglia di scoprire... E che piacevole scoperta !
Le ultime foto sono state scattate con lo smartphone  e si vede , cosa che io non amo assolutamente fare ma, capita che dimentichi di mettere a caricare la reflex...

TRANI 














GIOVINAZZO