venerdì 12 gennaio 2018

(Ri) Cominciare ...



“Ogni giorno dovremmo ascoltare una piccola melodia, 
leggere una bella poesia, vedere una pittura squisita e, 
se possibile dire delle parole sensibili”.
 (Goethe)

E magari iniziare la giornata con un dolce home made. 
(Ri) Comincio così, dalla mia cucina, con le mie ricette, dopo lunghi giorni di ferie passate a casa dove ci eravamo lasciati con il mio ultimo post e le sfogliatelle che erano troppo buone!
Ricomincio con i miei auguri per un 2018 bello bello, che non so dire perchè a me ispira tanto, così istintivamente, con quel suo 8 tondo tondo: mi piace. 
Un 2018 pieno di ESSE: Salute, Serenità, Sorrisi, Sole. 
Io ci voglio credere che sarà un anno importante e bello e crederci alle volte fa tanto, tanto bene...

Felice anno nuovo!
"Fate di più di ciò che vi rende felici"

Patrizia

Questa è una ricetta di quelle che riescono sempre, un plumcake che  profuma di panettone, delle feste appena trascorse, delle cose che amo  e delle  belle ore passate a casa.
Pensavo, disfando l'albero di Natale,  che quasi mi dispiaceva  mettere vie le lucine, le decorazioni  i piccoli oggetti accumulate negli anni e che conservo con cura.
Ma poi mi sono detta che per (ri) cominciare, è necessario mettere via tutto e così ho fatto.
Ho anche aggiornato la veste del blog, quella presina col cuore rosso mi ha ispirato tanto.
E allora -Vai, Patrizia, si (ri) comincia !!! -


PLUMCAKE UVETTA E ARANCIA CANDITA

Ingredienti 
200 g di farina 00
200 g di burro a temperatura ambiente
200 g di zucchero
3 uova 
2 tuorli
100 g di uvetta 
50 g di candidi a piacere
(io ho usato arancia candita)
1/2 bustina di lievito per dolci (2 cucchiaini)
scorza grattugiata di 1 limone bio

Come si fa
In una ciotola o nella planetaria, lavorate il burro morbido con lo zucchero fino ad ottenere una crema. Mettete nel frattempo in ammollo l'uvetta in acqua tiepida. Aggiungete alla crema di burro, i 2 tuorli, le 3 uova, la scorza del limone, la farina setacciata con il lievito. 
Amalgamate bene il tutto fino ad ottenere un composto soffice ed omogeneo. Aggiungete infine i canditi tagliati a pezzetti e l'uvetta strizzata passati entrambi nella farina e in un passino per eliminare quella in eccesso. 
Versate in uno stampo da plumcake imburrato ed infarinato e cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 45 minuti. 



"Fai di più di ciò che ti rende felice"










venerdì 29 dicembre 2017

Le sfogliatelle del 28 e 29 (Oh Happy Days!)



(Paul McCartney - Wonderful Christmastime)

Le ho chiamate così: le sfogliatelle del 28 e del 29 dicembre. 
Non avrei potuto trovare un nome più appropriato neppure se mi fossi impegnata di più (e non l'ho fatto). 
In questi giorni a casa, lascio che siano le tante idee che mi vengono ogni nuovo mattino a condurre il gioco e, qualche giorno fa l'idea di impastare sfogliatelle non ne voleva sapere di abbandonarmi.
- Ci vuole troppo lavoro- mi ha detto mia cognata.
- Dovresti riposarti un pò di più - ha aggiunto mia madre.
Inutile, sono una cocciuta testarda, ariete e perdipiù abruzzese.
Ci ho messo due giorni a farle tutte e, non ho desistito neppure quando la mia schiena ha iniziato ad implorare pietà.
E' che ogni tanto mi dimentico dei miei  acciacchi di neo cinquantenne: ma  solo per poco, ci pensa la mia cervicale a ricordarmelo. 
Perchè nonostante non mi fermo mai lo stesso, questi  giorni a casa sono  giorni pieni, belli, bellissimi, che vorrei dilatare per farli durare un pò di più.
Giorni di tante cose, di tempo lento, di cose buone da mangiare, di foto improvvisate con le nostre  "facce da festa", dei nostri discorsi a tavola, del nostro gatto che dorme dove vuole, ma davvero dove vuole!
Ed anche di passeggiate in riva al mare, a respirare l'aria salmastra che le mareggiate rendono intensa.
Sono giorni felici, questi.


Non mi sono limitata alle sfogliatelle: una buona abruzzese non può non avere a casa in questi giorni anche i "caggionetti", ma a quelli, anche questa volta ci ha pensato mia madre, con la sua ricetta di famiglia (QUI).
Io  alla mia produzione casalinga ho aggiunto un Parrozzo (QUI), che però a dirla tutta, come ci diciamo ogni anno io e la mia collega in ufficio, non ci appartiene più di tanto geograficamente: noi siamo di un'altra provincia, ed ogni provincia ha i suoi dolci tipici. 
Le sfogliatelle a noi, appunto: anche questa volta sono rimasta incollata davanti allo sportello del forno, subito dopo la prima infornata col fiato sospeso - Sfogliano o non sfogliano?-  Religioso silenzio intorno,  interrotto solo dal suono dello scroscio della fontanella del Presepe.
- Evvaiii sfogliano! -
Ecco, questa è una soddisfazione: anche la mia schiena ha ringraziato!
La ricetta? QUI !   
Chissà che non venga in mente a qualcuno di provare a farle !
Note: Rifarla a distanza di tempo ha confermato che la ricetta è messa a punto molto bene, ho aggiunto un pò di farina in più: alle 5 uova totali , un poco più grandi, circa 600 g,  ovviamente molto fa il potere di assorbimento della farina che usate.
Per l'impasto si può usare olio evo o burro fuso, ma mettendo lo strutto, le sfogliatelle resteranno friabili più a lungo.
Per la marmellata invece, ho usato la classica nostra di uva nera trovata al piccolo negozietto dove mi fornisco di solito, fatta fare apposta dal titolare con le uve Montepulciano d'Abruzzo delle  nostre colline, da una piccola azienda artigianale locale, una vera chicca!
E' uguale a quella preparata da mia madre che quest'anno non ha potuto rifare! Ah, è talmente buona che l'ho lasciata al naturale, senza aggiunta di mandorle e cioccolato.




Parrozzo pescarese

Caggionetti teramani









sabato 23 dicembre 2017

Buon Natale


(Michael Buble - Holly Jolly Christmas)


Impara ad amare ciò che desideri,
ma anche ciò che gli assomiglia.
Sii esigente e sii paziente.
E' Natale ogni mattino che vivi.
Scarta con cura il pacco dei giorni.
Ringrazia, ricambia, sorridi.

(Stefano Benni)



Semplicemente, a tutti voi che mi leggete, a tutti voi che avete un pensiero per me, a tutti voi che avete una parola per me... Grazie...
Dal cuore,

Auguri e  BUON NATALE!

Patrizia 





giovedì 21 dicembre 2017

L'ora del tè


E’ sempre l’ora del tè, e negli intervalli non abbiamo il tempo di lavare le tazze – rispose il Cappellaio.
(Alice nel paese delle meraviglie)


Arrivare a Natale lavorando fino alla vigilia non è proprio il massimo ma è ogni anno così.
Ma poi se ci penso Natale per me è già iniziato con questo mese di dicembre, per esempio durante quel ponte dell'Immacolata passato a Bologna, tra le luci della città, tra la gente. Con mio figlio che preso dagli esami, ha voluto comunque portarci in giro perchè è sempre bello farlo e respirare l'atmosfera di una Bologna vestita a festa.
Per me Natale è stato anche ieri: faceva tanto freddo alla stazione, un vento gelido ha sostato tra i miei capelli insieme al vento spostato dal treno in corsa, sul binario parallelo. Ma poi quel freddo lo ha riscaldato il suo arrivo, il suo passo tranquillo, lo zaino sulle spalle,  il  trolley trascinato con nonchalance. La mia immensa felicità nel rivederlo ed il mio - Bentornato a casa, Fra- sempre la stessa frase, il suo sorriso di risposta,  lo stesso rituale, ma che ci unisce ogni volta.
Questo è il nostro dicembre, il nostro Natale. 
Poi, avrò tempo di cucinare qualcosa,  di stare finalmente  a casa, anche senza fare nulla, oziando perchè anche di quello ho bisogno.
Tutto il resto non conta, quando quello che conta veramente ce l'hai e ringrazi il cielo per questo.


Oggi solstizio d'inverno, è il primo giorno ufficiale  dell'inverno, ho pensato di scaldarlo con un Punch particolare, un tè in realtà, dal profumo di cannella, arancia ed un goccio di rum, tanto che l'ho chiamato "Punch di Natale".

Ingredienti
1/2 Lt di tè nero
il succo di 1 arancia
la scorza di 1 arancia a listarelle
50 g di zucchero
100 ml di rum
2 anice stellato
1 stecca di cannella

Come si fa
Versate il succo dell'arancia nel tè bollente e fate raffreddare ben coperto insieme alla buccia d'arancia non trattata tagliata a listarelle l'anice stellato e la stecca di cannella. Scaldate di nuovo sul fuoco insieme allo zucchero ed al rum ma senza far bollire. Bevete ben caldo.





A Bologna









sabato 9 dicembre 2017

L'ora dei biscotti...



(Imparare dal vento - Tiromancino)

"Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere
Dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
E avere la pazienza delle onde di andare e venire
Ricominciare a fluire"

martedì 28 novembre 2017

Il Conero, l'autunno ed io





Il Conero.
Sirolo,  Numana, Portonovo  sono posti che conosco a memoria.
Amo questi luoghi che ogni volta riassaporo, riammiro, riosservo, magari dalla stessa angolazione, la stessa inquadratura, camminando sugli stessi viali, calpestando la stessa sabbia ... eppure, ogni volta è diverso.
Non sono mai uguali i silenzi di questo angolo di mare e neppure gli odori... seguono le stagioni e con esse si vestono di nuove sfumature , di nuovi colori, di nuovi umori .
Amo l'estate, amo il mare, amo il calore del sole, amo le spiagge impigrite dalla canicola eppure... il fascino delle spiagge solitarie che  riesco a respirare d'inverno è sempre unico e indescrivibile. Bisogna  viverlo. Poi capita che strada facendo, segui un'indicazione e ti ritrovi in un piccolo paesino affacciato sul mare, Torre Palme.
Un gatto pigro al sole, poche persone lungo le stradine, un bar dove prendere un caffè ed una brioche ed il Conero, ben visibile dalla terrazza.
Una domenica di inizio ottobre, passata così, in giro con la voglia di lasciarsi abbracciare da un pò di leggerezza, quella leggerezza che solo il mare sa darmi...